"Se non mi ha visto nessuno, io sono davvero qui? E se non sono qui, allora da dove provengono tutti questi sogni, sempre che di sogni veramente si tratti?" (Pynchon)

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martedì 19 gennaio 2010

"Branchie" di Niccolò Ammaniti

Marco Donati è un giovane romano. Divertimento e sesso nella capitale. Un negozio di acquari e di pesci da gestire. E quando tutto sembra andare per il verso giusto le analisi gli rivelano una disgrazia: è malato di cancro. Di quelli che non ti salvi. Ma a Marco, sinceramente non è che interessa molto. Gli dispiace solo per i suoi pesci. A lui basta sfondarsi di alcool e abbandonarsi sul suo divano, vicino ai suoi amati acquari. Ma la vita gli offre un'altra possibilità: un incarico, lontano, in India.
Parte.
Ma tutto, di nuovo, inizia a precipitare.
E tra nuove conoscenza, tra nuovi amori, nuove esperienze, lotte contro monaci assassini, contro ragazzine viziate, concerti dentro la fogne indiane e strani esperimenti, si arriva alla resa dei conti finali con l'orrendo Subotnik.
Una stora intrecciata e dal ritmo sempre veloce. Scene quasi fantastiche e altre piuttosto piccanti. Skecth divertenti e mai banali. Il romanzo di esordio di Niccolò Ammaniti, stampato nel 1994 con la casa editrice Ediesse, e ristampato nel 1997 con la Einaudi, mette già le basi per quello che sarà lo stile dello scrittore e ci catapulta per la prima volta in uno degli universi creati dal famoso scrittore romano. Non siamo ancora davanti allo stile ben definito di Ammaniti, che troveremo poi in Fango e in Ti prendo e ti porto via, sempre andando a migliore, per poi arrivare a quello definitivo in Come Dio Comanda e Che la festa cominci. Ma la fantasia e la voglia di far divertire, e anche riflettere, le troviamo già pienamente. E il simpatico personaggio Marco Donati sembra quasi lo stesso Ammaniti, con la passione per i pesci (ad Ammaniti mancano 2 esami per laurearsi in Scienze biologiche), i locali di Campo de' Fiori e l'umorismo prettamente romano.

Prezzo 11,00 euro
Editore Einaudi
Data di uscita 1997
Pagine 185

Recensione a cura di lollo92

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martedì 5 gennaio 2010

"Che la festa cominci" di Niccolò Ammaniti

Perchè quando si legge un libro di Ammaniti si entra in un universo parallelo. Un universo inventato da questo simpatico e semplice scrittore. Che si è accorto del marcio che c'è nel mondo, in Italia, e lo denuncia col sorriso in faccia, mascherando il tutto con sketch, battute, scene erotiche e il suo solito modo di scrivere molto diretto e asciutto.
C'è una grande festa a Villa Ada.
Gli invitati sono i più vari ma la chiave per entrare è una sola:
appartenere al mondo dello spettacolo. Eppure ci finiscono dentro anche degli aspiranti satanisti, come camerieri naturalmente. Inutile dire che, grazie a loro, la festa non procederà come previsto. E tra tutti i vip ne scoviamo uno in particolare che non si sente a suo agio, uno scrittore, uno che dovrebbe starsene a casa sua ma che ama fin troppo apparire e farsi vedere, pur avendo parecchi dubbi interiori.
Seguendo una trama particolarmente intrecciata, divertente e a volte anche inverosimile (ma ormai lo conosciamo l'inverosimile di Ammaniti, è particolare, è un simil-inverosimile, un verosimile falsato insomma), si affrontano vari temi. Principalmente c'è uno sguardo diretto e accusatorio ai vip, ai Mass-media, all'Italia. Dove ognuno fa come vuole, dove le figure di merda non esistono e se proprio esistono fanno anche bene, dove conta solo l'apparenza e non l'aspetto interiore. Vallettopoli, calciopoli, mafia, prostituzione, scandalo: tutti mischiati insieme.
Questa è l'Italia.
I personaggi di Ammaniti sono come al solito simpatici, divertenti, ben delineati e soprattutto: veri. Perchè ci si rispecchia in loro. Perchè "sono" noi. Stereotipati. "Siamo" loro.
L'unico piccolo neo del libro può risultare l'assenza di un vero apice, la piattezza del ritmo. Certo, ci sono parecchi colpi di scena, ma è come se alcuni di essi fossero prevedibili o comunque
non risaltino rispetto agli altri. Si viaggia sempre sullo stesso ritmo.
Ma se la storia presenta qualche piccolo neo (ma proprio piccolo,
perchè tutto il libro è davvero godibilissimo e non stanca mai, c'è sempre voglia di andare avanti, di leggere, di curiosare e di conoscere meglio la storia e i personaggi) lo stile, la sintassi, la grammatica, la narrazione, non hanno eguali. Ogni frase, ogni parola, ogni virgola sono al loro posto e sembra quasi che il libro non lo si stia leggendo con gli occhi ma con la mente, tanto è diretto e si legge facilmente. L'inconfondibile stile di Ammaniti sottoposto ad un labor limae eccezionale.
Perchè si riesce a vedere ogni scena, a provare ogni emozione. Si è nel libro. Siamo vicino ad Ammaniti mentre lo scriveva. Siamo con i satanisti. Con lo scrittore che vuole apparire. Con i vip. Siamo, invece, ma non sembra, sul nostro divano a leggere col sorriso in faccia, soddisfatti di una lettura così piacevole, non vedendo l'ora di mettere il libro in bella vista nella propria libreria.

Prezzo 18,00 euro
Editore Einaudi
Data di uscita 27/10/2009
Pagine 270

Recensione a cura di lollo92


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domenica 27 dicembre 2009

"Io non ho paura" di Niccolò Ammaniti

Michele Amitrano è un bambino di 9 anni. Vive in mezzo alla campagna con i genitori. Un paesino di 4 case. Gioca con alcuni coetanei dalla mattina alla sera. Siamo ad Acqua Traverse. E mentre i bambini giocano Michele scopre un grande segreto. All'interno di un buco scavato nella terra c'è un bambino.
Questa è la storia. Una storia che viene affrontata con semplicità, vista dagli occhi di un bambino di 9 anni, che ancora non sa cosa significhi "rapimento" o "riscatto".
Un Ammaniti quindi molto umano, che guarda le cose ad altezza d'uomo, anzi, di bambino.
Il caldo, il sole, la paglia, il grano, le colline, i bambini, i giochi, le biciclette, i segreti. L'intero universo del libro ruota attorno a questi semplici elementi creando una piccola storia vera, sentita, emozionante.
Un Ammaniti meno schietto e diretto rispetto agli altri suoi libri. I capitoli brevi e concisi degli altri suoi lavori lasciano spazio a capitoli più lunghi, più rilassati, più armoniosi.
Un Ammaniti che sa emozionare. Dove le vere emozioni, quelle che si provano solo da piccolo, vengono così messe in risalto che se chiudete gli occhi, mentre leggete, vi sembra di sentire il caldo vento dell'estate che vi scombina i capelli e in lontananza potete vedere quella collina che nasconde così tanti segreti per un bambino così piccolo.

Prezzo 11,00 euro
Editore Einaudi
Data di uscita (ristampa) 25/06/2007
Pagine 219

Recensione a cura di lollo92


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